Molto prima dell’arrivo dei videogames e dei cosiddetti gaymers, la cultura LGBT aveva contaminato il vasto universo dei giochi da tavolo conquistando, con risultati sorprendenti, uno spazio alternativo di riconoscimento e di svago.

 

Se le rappresentazioni LGBT nel mondo dei videogiochi sono numerose, e sono persino state oggetto di una mostra allo Schwules Museum di Berlino, c’era una volta un mondo analogico in cui si trascorreva il tempo divertendosi in compagnia degli amici con i giochi da tavolo. Si spostavano colorate pedine a colpi di lanci di dadi su tabelloni divisi in caselle, seguendo regole che spesso si tramandavano di generazione in generazione.

Insieme al classico Gioco dell’oca, il boardgame più famoso è sicuramente Monopoli, di cui oramai esistono anche sconfinate versioni “da collezione”, tra cui segnaliamo l’edizione ispirata alla serie TV Una mamma per amica (confesso di aver visto tutti i 153 episodi più i 4 dell’ottava stagione prodotta dieci anni dopo la fine).

A chi ha oramai una certa età ed ebbe la fortuna di avere come compagnia sorelle o amichette del cuore, il destino spesso riservò interi pomeriggi spensierati con “Barbie Reginetta del Ballo”, in cui si vinceva la partita, diventando appunto prom queen, raggiungendo la casella finale ma dopo aver conquistato un fidanzato, un anello di fidanzamento, la presidenza di un club e un abito da sera. Anche il dramma però incombeva se capitava di pescare la carta con scritto che a seguito di un litigio con il boyfriend, lui chiedeva indietro l’anello! Decisamente impossibile non imboccare la strada a senso unico della favolosità sin dalle scuole elementari.

Poiché la produzione culturale LGBT, dal super serio all’ultra pop, tocca ogni ambito dell’intelletto umano ed è legata a doppio filo alla nostra emancipazione, era logico pensare che giungessimo anche qui. Dopo approfondite e serie ricerche sono quindi in grado di deliziarvi con una raccolta, non precisa per la difficoltà di trovare sempre notizie dettagliate, di oramai storici giochi da tavolo a tema arcobaleno. Da “Fantasy Weekend in Key West” a “Gay Monopoly – A celebration of gay life”, passando per “C’est la Vie! The Game of Lesbian Life”, signore e signori fate il vostro gioco.

FANTASY WEEKEND IN KEY WEST (ANNO SCONOSCIUTO)

Key West è un’isola e una città nell’arcipelago delle Florida Keys ubicata nel punto più continentale a sud degli Stati Uniti, nonché una delle sue destinazioni LGBT più famose. Questo boardgame si promuoveva come il primo gioco da tavolo gay dove le tue fantasie sono soddisfatte da uomini belli e bollenti. I giocatori si muovono sul tabellone frequentando tea dance e andando al bar, mentre pescano dal mazzo carte “incontro” ed “esperienza”. Attenzione a non farsi bruciare dal sole o si perderà un turno!

CRUISING: GAY LIBS FIRST GAME (1971)

Lo scopo è di trasferirsi da casa della mamma a un attico con almeno 2000 dollari e una carta “amante”. Per iniziare i giocatori ricevono 100 dollari e una carta professione gay stereotipata (arredatore d’interni, parrucchiere, fotografo di moda, fioraio, maestro di danza o commesso di abbigliamento). Avanzando sul tabellone che rispecchia gli eventi della vita (lungo una pista lineare con alcune intersezioni dipendenti dalle scelte che si fanno), si raccoglie e paga denaro in base alle caselle. Arrivando su “Letter from Mother”, lettera dalla mamma, si pesca una carta che è generalmente utile, come “Penicillin Pills”, pillole di penicillina che può essere utilizzata per evitare di sborsare quando si atterra sulla clinica delle malattie veneree. Per le caselle “Cruise”, invece, il mazzo di carte può contenere sia la carta “amante” necessaria per vincere la partita, che un “trick”, fregatura, tipo “Hai dimenticato a casa gli occhiali. Si scopre che era una ragazza”.

CRUISING: THE GAY BOARDGAME (1980)

Questo stravagante gioco rappresenta in miniatura i rituali di battuage dei maschi gay. I giocatori partono sul tabellone spostando le pedine “fuori dall’armadio”, quindi fanno “giri d’incontri casuali”, “avances sessuali” reciproche e vince chi arriva per primo alla casella finale “Sto solo riposando, grazie”.

GAY MONOPOLY – A CELEBRATION OF GAY LIFE (1983)

Parodia del Monopoli con disegni in stile Tom of Finland, come pedina si sceglie tra una jeep, un orso di peluche, un asciugacapelli, un berretto di pelle, un paio di manette o una scarpa con tacco a spillo. Anche le proprietà sono state modificate a tema gay come Castro Street (San Francisco), Christopher street (New York) ecc. Invece di case e hotel si acquistano bar e saune, e al posto delle stazioni nord sud est e ovest ci sono quattro discoteche. Pescando le carte “Family Pride” si legge la descrizione di un omosessuale famoso, e se il giocatore lo riconosce può avanzare in qualunque punto del tabellone a sua scelta. Con le carte “Camp”, invece, bisogna eseguire l’azione indicata come dire: “Favoloso!” in sei modi differenti per guadagnare una banconota del valore di 3 dollari. Fu prodotto da The Parkers Sisters (mentre l’originale era Parkers Brothers, che per questo “le” citò in giudizio).

TWINKEES AND TROLLS: THE BOARD GAME (1983)

I proprietari di “Buddies”, un noto bar gay a Boston, inventarono questo gioco che hanno descritto come un “riflesso spensierato della vita e dello stile di vita gay”. I giocatori “escono dall’armadio” e visitano il loro primo locale a tema e le saune di New York, San Francisco, Provincetown e Fort Lauderdale. Lo scopo è di accumulare quanti più “Twinkies” (gergo per ragazzi giovani ed efebici) ed evitare i “Troll” (omosessuali vecchi e brutti). Ci sono carte tipo “Sei la star di un film porno gay di ‘qualità’. Guadagni $ 5.000”; “Ricco Sugar Daddy ti porta a Puerto Rico per un mese. Guadagni $ 10.000 da spendere liberamente ma perdi un turno”; “Vinci il concorso nazionale ‘Mr. Gay America’. Guadagni $ 25.000”. Non tutte le carte però portano bene: “Il tuo cockring si spezza e colpisce il tuo partner nell’occhio. Paga $ 10.000 di spese mediche”.

GAY WEEKEND (ANNO SCONOSCIUTO)

Il primo giocatore che arriva al lunedì dopo essere andato a caccia di uomini venerdì sera, sabato sera, domenica sera e lunedì mattina, sarà probabilmente esausto ma risulterà essere il vincitore! Usando delle tessere si mettono insieme i pezzi dei muscolosi Mark, Billy, Scott e Glenn.

IT’S ONLY NATURAL (1986)

Solo un dettaglio del tabellone di stoffa, la pubblicità apparsa sulla rivista Lesbian connection (Volume 9, issue 6, May/June 1987) e poche informazioni per un gioco da tavolo lesbico che incoraggia la strategia e inserisce un elemento di fortuna. Tra le caselle, “Raggiungi il record mondiale per l’abbraccio più lungo” e “Invitata a parlare a scuola. Racconta come stanno le cose”.

JACK ‘N ANDY: A GAME FOR MEN (1991)

Un boardgame per adulti durante il quale i giocatori eseguiranno atti sessuali sugli altri giocatori. All’inizio ognuno sceglie la propria combinazione vincente dal seguente elenco “Ricevi piacere a) 25% b) 50% c) 100% Dai piacere a) 25% b) 50% c) 100%”. Spostandosi sul percorso esterno del tabellone si eseguono le istruzioni segnate su ogni casella dove si capita. Le carte penalità costringono a dare “affetto” agli altri giocatori. Per accedere al percorso interno, dove si possono raccogliere le “Hole Cards”, bisogna prima raccogliere i pezzi di due puzzle, immagini di un uomo nudo che si completano. Il vincitore è la prima persona a ottenere una “Hole Card” che corrisponde alla combinazione che ha scelto all’inizio del gioco.

HOMONOPOLIS – THE MOST GAYOTIC GAME (1994)

Ancora in stile Monopoli, con Homonopolis farete un giro tra i locali gay di Amsterdam che potrete comprare e rivendere per arricchirvi. Lungo il percorso potreste pescare le carte “Servizi Sociali” o “Now What!?” (e adesso cosa?!). Interessante il tabellone triangolare di colore rosa con le scritte in inglese e olandese, che ricorda il simbolo cucito sulle casacche degli internati nei campi di concentramento nazisti per omosessualità maschile durante la seconda guerra mondiale. Il libretto d’istruzioni funge anche da guida turistica della città mentre la casella “prigione” è un seminterrato sadomaso!

C’EST LA VIE! THE GAME OF LESBIAN LIFE! (1996)

“The Game of Life”, noto anche semplicemente come “Life”, è un gioco da tavolo originariamente creato nel 1860 da Milton Bradley, che simula le vicissitudini di una persona attraverso la sua vita, dalla scuola superiore alla pensione, con lavori, matrimonio e figli lungo la sua strada. Stampato in soli 2000 esemplari, C’est La Vie è una versione lesbica di Life in cui l’obiettivo è quello di passare per coming out, carriera e festival femminili fino a raggiungere la Lovely Lesbian Retirement Villa, una villa per adorabili lesbiche in pensione. Sono inclusi due set di carte: Karma per le quali le proprie azioni assegnano punti o penalità e le carte Action  che richiedono che si faccia qualcosa prima di proseguire. 

GAYOPOLY – THE VERSATILE GAY BOARD GAME (2001)

Nuovamente basato su Monopoli, questo gioco è “versatile” in quanto il tabellone ha due facciate: una azzurra con Chicago, Atlanta, San Francisco, Key West; una rosa con New York City, West Hollywood, Houston, South Beach a Miami. Le pedine sono colorati telefoni cellulari, e include una regola per cui si può cantare per uscire “dall’armadio”, il corrispondente della casella “prigione”. Un microfono di plastica è incluso nella scatola!

HOUSE BOY (2013)

Unico nel suo genere, non fosse che per il tema. Il miliardario Jonathan Glamcock ama assumere giovani e provocanti ragazzi come domestici per la sua sontuosa casa di Santa Fé, ma a causa di una malattia gli restano solo sette giorni di vita. È quindi disposto a lasciare tutta la sua fortuna all’impiegato che si dimostra il migliore nel fare le faccende che gli competono e che è il più fedele nel soddisfare le sue attenzioni particolari. Ogni giocatore interpreta la parte di uno dei giovani che si contendono di guadagnare il lascito, cercando però di non lavorare troppo per non stancarsi, ed evitando di farsi cogliere in flagrante dalle telecamere presenti quando se la spassano a letto tra di loro per recuperare le energie, rischiando così di essere diseredati.

SEX! FOR WOMEN – LESBIAN FUN GAME (2013)

Un gioco pensato per la ragazza un po’ libertina che vuole divertirsi con un’altra ragazza. Su ogni casella del tabellone è segnato un preliminare erotico da eseguire quando ci si ferma sopra con la propria pedina. Chi arriva alla casella finale per prima ha diritto a girare la ruota per vedere quale posizione sessuale è suggerita per sugellare la propria vittoria sull’avversaria. Due pedine in più a disposizione permettono di rendere la partita ancora più avventurosa.

  

ALASKA DYKE LIFE (2006)

Un poster/tabellone stampato in soli 400 esemplari. Lo scopo del gioco è collezionare quante più ragazze possibile, spostandosi su caselle che indicano località dell’Alaska. Prodotto dall’artista di Anchorage Kenna Bates, i proventi della vendita erano di supporto agli atleti che partecipavano ai Montreal Out Games.

THE GAME OF PRIDE (ANNO SCONOSCIUTO)

Anche questo inizia con tutti i giocatori “dentro all’armadio”, che cercano di arrivare casella dopo casella al pride. Durante il percorso pescano carte e fanno in modo che i loro compagni di squadra indovinino la parola o la frase segnate tramite descrizioni verbali, disegni o mimando gesti.

XXXOPOLY – PRIDE (ANNO SCONOSCIUTO)

Versione LGBT di “XXXpoly”, un Monopoli erotico per adulti, con tabellone reversibile: da un lato il percorso per i gay e dall’altro quello per le lesbiche. Lo scopo è di acquistare più Sexual Space possibili, il corrispondente delle proprietà. Quando si arriva sullo spazio sessuale di un altro giocatore (o di un’altra giocatrice), bisogna eseguire l’azione indicata, che può andare dal bacio a qualcosa di molto più spinto o pagare una multa per uscirne. Più spazi si hanno e maggiori le possibilità di interagire con gli avversari. Si garantisce di fare sesso ogni volta che si gioca!

 

Una categoria a parte è quella dei “trivia game”, giochi basati su domande di cultura generale. Ne esistono anche senza tabellone come “Gay Trivia” (anno sconosciuto), “D.Y.K.E. (Do You Know Enough)” (1986), “That’s so gay! – A Game of LGBTQ Discovery” (2004), il tedesco “Trivial Gay – Wie gay bist Du?” (quanto sei gay) (2009).

 

RAINBOW GAYME (1992)

Anche qui il gioco inizia “uscendo dall’armadio” con la propria pedina, poi in base al colore della casella su cui si capita si estrae una carta quiz che interroga sulla storia, i miti e le tradizioni della cultura LGBT. Per esempio “arancione” equivale a “lei disse/lui disse – citazioni famose; “viola” equivale a “una questione di scelte” – indovina la risposta giusta; “giallo” equivale a “recitare” – mima l’oggetto disegnato sulla carta ecc. Vince chi arriva al termine del percorso che corrisponde alla fine dell’arcobaleno.

OUR FAMILY GAME: GAY TRIVIA BOARD GAME (2004)

Un tabellone di forma triangolare dove si parte dalla base e si deve arrivare alla punta e domande che evidenziando i contributi fatti da gay e lesbiche dalla politica allo spettacolo. Di questo gioco esiste un video promozionale su YouTube.

HOMOGENIUS (2006)

Lo scopo è di “uscire dall’armadio” rispondendo correttamente a domande che, divise tra Rumor (pettegolezzo) e Potpourri, permettono di avanzare nel tabellone fino alla casella finale. Il gioco celebra la cultura LGBT esplorando i contributi che illustri persone omosessuali hanno portato nel teatro e in musica, cinema, TV, editoria e politica.

Di “Gay Strip Down” e del saffico “Together – a gay game for everybody” (1973) ho trovato delle immagini ma nessuna informazione, e non esiste praticamente nessuna traccia di giochi da tavolo a tema transgender. Vi si avvicina “1969”, che potrebbe essere rimasto solo a livello di prototipo, presentato alla mostra “Toys and Games with a Twist” alla Longwood Gallery’s di New York nel 2011.

1969 (ANNO SCONOSCIUTO)

Un gioco incentrato sulla narrazione di una lesbica butch negli anni ’60, ispirato dal romanzo Stone Butch Blues dell’attivista transgender Leslie Feinberg. Il giocatore deve cercare di far arrivare fino al 1969 il protagonista Jess che sin da bambina amava indossare vestiti da maschio, perché la facevano sentire più se stesso. Bisogna prendere decisioni strategiche su come vestirlo in base a chi incontra, e trovare un equilibrio tra mantenerlo al sicuro dall’ostilità omofobica che era comune all’epoca e permettergli di esprimersi nel modo che avrebbe preferito.

GAME OF GOOSE, THE LGBT-REFUGEE VERSION (2018)

Per “Pride & Prejudice”, mostra sui rifugiati LGBT che si focalizzava sulle loro storie ma soprattutto sui loro talenti artistici che si è tenuta nel 2018 ad Amsterdam, lo studio Todd van Hulzen Design ha creato un “gioco dell’oca” molto particolare per accendere l’attenzione su questa tematica, e far riflettere su che tipo di problemi che queste persone incontrano sulla loro strada per la sicurezza e la libertà di amare. Scegliendo tra essere un uomo gay egiziano, una donna transgender turca o una donna lesbica ugandese, ci si sposta sul tavoliere in avanti o indietro anche in base alla casella in cui si atterra. Un esempio di buona fortuna è “la tua domanda di asilo è stata accettata, tira di nuovo i dadi”, e di sfortuna “sei stato violentemente molestato nel centro per richiedenti asilo, spostati indietro di 8 spazi. Se prevale la buona sorte ognuno di loro alla fine arriverà alla casella finale: uno status sicuro e permanente nei Paesi Bassi.

Per essere patriottici inseriamo tre segnalazioni italiane. Come gioco da tavolo fu pubblicato un cosiddetto wargame (gioco di guerra), una categoria di gioco di strategia che esplora su una mappa a griglia esagonale gli effetti di un conflitto senza sperimentare il combattimento reale.

“A.I.D.S. – conoscerlo giocando” (1986)

Un’espansione creata da Maurizio Bertuzzi e Aaron Klein di “Bodywar – Attacco all’organismo”, titolo della BT games. Gli autori specificarono nelle istruzioni che “non vogliono svilire le problematiche che coinvolgono questa patologia da un punto di vista epidemiologico, clinico e psicologico”. Questo wargame nella versione base simula la lotta dei linfociti T, B e così via contro virus, batteri o cellule tumorali. L’area di battaglia è un linfonodo umano. La seconda edizione contiene l’espansione con i virus HTL III che non si possono sconfiggere, ma puoi ottenere la vittoria con l’esercito “corpo” solo resistendo a un dato numero di turni. Il collegamento con la cultura LGBT in realtà è indiretto e dovuto all’anno di sua creazione: il 1986.

 

Nel numero zero in formato tabloid della rivista Babilonia, presentato in occasione del campeggio gay organizzato a Vieste dal periodico di liberazione omosessuale Lambda, è presente un doppio paginone intitolato “Il gioco dell’oca milanese” con grafica a cura di Arturo e Giulio, il cui scopo era arrivare alla casella “Babilonia” superando la casella “Io sono omosessuale e tu?”. L’idea era di tradurre graficamenta e ironicamente l’idea secondo cui il desiderio omosessuale è universale.

 

Politropia, un gruppo di persone LGBT prevalentemente della provincia di Rovigo e zone limitrofe attivo su più livelli, ha ideato “PRiDe!”, un gioco a metà tra il monopoli e il gioco dell’oca pensato prendendo spunto dai luoghi del divertimento e anche della cultura LGBT delle loro zone, del Veneto e dintorni. La strada per arrivare al pride è lunga e piena di insidie, imprevisti e probabilità. Chi vincerà?

Nota camp, il pittore e artista Tim Liddy ha ricontestualizzato alcuni famosi giochi da tavolo americani concentrandosi su design, stereotipi di genere/sessismo, temi sociali ed evoluzione culturale. I suoi lavori ultra realistici hanno le dimensioni della scatola originale e sono tanto una scultura quanto un quadro. Quelli ha tematica gay sono immaginari, anche se Mystery Date è una parodia del gioco originale della Milton Bradley Company inizialmente prodotto nel 1965 e poi rieditato adeguando lo stile grafico ai vari anni (1970, 1999, 2005).

In rete ho trovato un’immagine di un “All Male Mystery Date” apparentemente originale della Milton Bradley ma nessuna informazione che possa confermare che sia stato realmente prodotto e distribuito.

Anche l’artista pop Nelson De La Nuez si è divertito a ripensare la scatola del gioco.