La lunga storia d’amore tra i due mandriani Jack ed Ennis, dal cinema approda a teatro. Il film premio Oscar diretto da Ang Lee è in scena in versione play with music interpretato da Edoardo Purgatori e Filippo Contri e con la partecipazione live di Malika Ayane.

 

Quella di I segreti di Brokeback Mountain è una delle più belle e struggenti storie d’amore al maschile che il cinema ci abbia mai regalato. Il film diretto dal regista Ang Lee nel 2005 si guadagnò giustamente sia il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia sia otto nominations ai premi Oscar di cui ne vinse tre, tra cui quello per miglior regia. Con il semplice titolo Brokeback Mountain approda adesso anche a teatro con la regia di Giancarlo Nicoletti che ne ha curato la versione italiana dell’adattamento per la scena, che fu elaborato nel 2023 dall’inglese Ashley Robinson, a sua volta tratto dal racconto breve dell’americana Annie Proulx pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti su The New Yorker nel 1997.   

Siamo nello stato del Wyoming, celebre per le catene delle Montagne Rocciose, gli altipiani e le praterie dove prospera l’allevamento del bestiame. È il 1963 e a due pastori diciannovenni, Ennis Del Mar e Jack Twist, che ancora non si conoscono, è affidato per l’estate un gregge di pecore da portare al pascolo sulla montagna del titolo, nome peraltro fittizio, poi identificato col Big Horn. Se il primo è originario della zona, di poche parole, ruvido nei modi, fidanzato e prossimo sposo di Alma, il secondo, texano, è loquace, spaccone, sciupafemmine e sogna un futuro come campione di rodeo, per ora senza grande successo però in compenso con parecchi incidenti al suo attivo.

Filippo Contri ed Edoardo Purgatori – ph. Serena Serrani

Costretti dal freddo a condividere una minuscola tenda canadese, complice anche il testosterone tipico dell’età, ancora ignari della loro bisessualità, una notte i due giovani si concedono un irruente rapporto sessuale, subito autocensurato il mattino dopo, quando entrambi affermano categoricamente che per loro era stata la prima volta e di non essere gay. È opportuno ricordare che in quegli anni la pressione sociale nei confronti delle “diversità”, specialmente lontano dalle grandi metropoli, era assai forte, al pari dell’isolamento e dello stigma nella comunità, per arrivare spesso a reati cruenti dettati dalla pura omofobia.

Nonostante questa riserva, durante tutta l’estate i rapporti intimi continuano con lo stesso impeto e presto si trasformano in un sentimento che trascende il semplice sesso, ed è quindi particolarmente sofferta la separazione all’arrivo dell’autunno. Al contempo c’è la convinzione in entrambi che quella relazione non può che rimanere segreta ed è necessario rientrare nei ranghi della “normalità”. Trascorrono quindi quattro anni nei quali Ennis si è sposato con Alma ed è padre di due bimbe mentre Jack è diventato, più per sistemarsi che per amore, il marito della ricca Laureen e ora lavora per conto del suocero. Del tutto inaspettata arriva una cartolina in cui il texano annuncia a Ennis che verrà a fargli visita: basta rivedersi ed è se come il tempo non fosse passato.

Filippo Contri ed Edoardo Purgatori – ph. Serena Serrani

Tra i due, convinti di non essere osservati, scocca un lungo e appassionato bacio a cui invece assiste, non vista, Alma che, pur non facendone menzione, prende coscienza della situazione. Da allora i due trovano il modo di vedersi regolarmente con la scusa di assentarsi per qualche giorno andando a pesca, riaccendendo quello che ormai è un amore, alimentato dalla sempre fortissima attrazione fisica. Sarà durante uno di questi incontri che Jack, sicuramente più consapevole della sua sessualità e incurante del giudizio altrui, propone all’amico di andare a vivere insieme, restaurando il ranch del padre e in tal modo lavorando per conto proprio. Ennis tuttavia declina all’istante la proposta, perché è terrorizzato dall’idea dello scandalo e ricorda quando, ancora ragazzino, il padre lo condusse a vedere il cadavere massacrato e sfigurato di un omosessuale, ucciso da un gruppo di omofobi.

Questo rifiuto sancisce la loro tacita e lenta separazione, siglata anche da un pugno dato in un istante di collera. Gli incontri si fanno sempre più rari e la loro storia sembra ormai volgere al tramonto. Nello stesso tempo, nonostante l’assenza dell’amico, le incomprensioni tra Ennis e Alma diventano sempre più profonde e i due decidono di divorziare. Jack, invece, non rinuncia come Ennis alle gratificazioni erotiche e alterna avventure con donne al ricorso alla prostituzione maschile nel vicino Messico, ma anche, come si saprà più tardi, ha conosciuto un altro uomo con cui stabilire una relazione e farlo partecipe del suo progetto di vita.

ph. Serena Serrani

Il legame tra loro è tenuto vivo dalla corrispondenza ma un giorno, proprio vent’anni dopo il loro primo incontro, in risposta a una cartolina di Ennis, questa torna al mittente con la scritta “deceduto”. Sconvolto, lui rintraccia al telefono Laureen che conferma la morte di Jack, adducendola allo scoppio della ruota di un trattore che ne ha anche deturpato il viso. Ennis comprende che è una bugia e che, invece, è stata la stessa “punizione” omofoba inflitta all’uomo visto tanti anni prima. Decide allora di recarsi dai genitori di Jack, pensando di farsi affidare le sue ceneri e disperderle, secondo le sue volontà, a Brokeback Mountain.

Il padre è irremovibile e le ceneri rimarranno nella tomba di famiglia. Gli viene solo permesso di recarsi nella camera dell’amico per prendere qualcosa che glielo ricordi e lì trova infilata in un armadio una camicia sovrapposta a un’altra. È quella che Ennis era convinto di aver perso sulla montagna e che invece Jack, nascondendola, aveva conservato. Saranno quelle due camicie, per sempre unite e appese a un filo metallico fissato a un chiodo che regge una cartolina raffigurante Brokeback Mountain, il simbolo di un amore che per Ennis rimarrà eterno.

L’arrivo in Italia di questa play with music, una rappresentazione con musica che si differenzia da un tradizionale musical, fa seguito alla produzione inglese di due anni fa. I brani originali di Dan Gillespie Sells sono suonati dal vivo da una band di tre elementi e cantati magistralmente dalla voce calda e sensuale di Malika Ayane, la quale alterna, inoltre, pezzi country (vedi Sixteen Tons, portata la successo da Frankie Laine negli anni Sessanta) ad altri folk e a ballate intimiste.

Malika Ayane – ph. Serena Serrani

“Quello che faccio insieme ai miei compagni – sottolinea la cantante, già interprete dei musical Evita e Catse presto sul palcoscenico del festival di Sanremo – è una sorta di didascalia delle scene. Il mio personaggio è fisico ma rappresenta la parte più eterea del racconto; l’idea di questo adattamento è stata quella di integrare il senso della vista con il linguaggio musicale a cui è affidato il compito di scatenare l’emotività. Abbiamo scelto di lasciare i testi delle canzoni in inglese perché la musica è un linguaggio non verbale e le informazioni passano ugualmente.” Infatti Malika non interagisce nell’azione bensì rimane separata in un settore della scena, indossando un lungo e romantico abito di pizzo, forse a simboleggiare la purezza dei sentimenti dei protagonisti.

La regia di Giancarlo Nicoletti ha puntato, a scapito della dimensione psicologica, più sul tema dell’attrazione fisica (esplicitata da baci, teneri abbracci e amplessi sotto le stelle), sui sensi di colpa e sul peso del pregiudizio che non sullo sviluppo sentimentale e poetico della storia d’amore che andrebbe invece approfondito, mentre è ben espressa la solitudine esistenziale che deriva dalla non piena accettazione di sé, in particolare del personaggio di Ennis nel  rapporto conflittuale con la moglie Alma. Potremmo quindi leggere il lavoro del regista come una metafora di tutte le montagne interiori che ciascuno di noi è chiamato o è chiamata a scalare per affermare la propria identità.

Mimosa Campironi e Matteo Milani – ph. Serena Serranii

A interpretare Ennis del Mar (ruolo che nel film fu dell’indimenticato Heath Ledger) è Edoardo Purgatori, noto per le apparizioni in Diamanti di Ferzan Ozpetek e Siccità di Virzì, ma con anche con un discreto curriculum teatrale alle spalle, che efficacemente si cala nelle sue contraddizioni, irrisolutezza e sperdimento. “Con il regista abbiamo lavorato sul rendere credibili questi due giovani mandriani dal punto di vista sia fisico che lessicale. Ennis è il tipico cowboy alla John Wayne, ma che ha un vasto mondo interiore ed è sensibilissimo: ho provato a raccontare il conflitto tra ciò che vorrebbe esprimere e quello che non riesce a fare, il peso di una storia d’amore che non è mai del tutto sbocciata e anche i silenzi di quando lui e Jack vanno in crisi. Dar voce a tutto questo a teatro è stato potente, faticoso ma incredibilmente bello.”

Filippo Contri, presente in diverse serie TV come Vita da Carlo e Nero a metà, al cinema in Amici per caso, oltre a una parentesi come concorrente nel Grande Fratello del 2018, presta la sua vigorosa fisicità e il suo seduttivo sorriso allo spavaldo peraltro coraggioso Jack, nel film interpretato da Jake Gyllenhaal, ma sembra dover ancora trovare la giusta chimica con il partner.

Con loro la brava e versatile Mimosa Campironi è impegnata nel ruolo sia di Alma che in quello di Laureen; Matteo Milani si sdoppia in un burbero allevatore, il negoziante prima datore di lavoro e poi compagno di Alma e il padre di Jack. La suggestiva ed elegante scena ideata da Alessandro Chiti prevede un palcoscenico inclinato, che nella parte superiore accoglie Ayane e la band diretta da Marco Bosco anche al piano, Giacomo Belli alle chitarre e Giulio Scarpato al basso e contrabbasso, e una serie di prismi che simboleggiano le montagne su cui scorrono in split screen i video con paesaggi e animali, nonché gli attori ripresi live. I costumi consoni al periodo sono di Giulia Pagliarulo e il curato disegno luci di Giuseppe Filipponio.

Brokeback Mountain, coprodotto dal teatro Carcano di Milano dove l’abbiamo visto, molto applaudito dal pubblico, Accademia Perduta Romagna Teatri e Altra Scena & G F Entertainment sarà in tournée a Montegiorgio (teatro Alaleona il 6/1), Faenza (Masini 7-9/1); Figline Valdarno (Garibaldi 10 e 11/1); Rosignano Solvay (Solvay 12/1) e Roma (Quirino 13-18/1).